Fast Fashion: quello che la moda non dice..


Sai che nel 2017 per 7,6 miliardi di persone sono stati venduti ben 154 miliardi di capi d’abbigliamento, con una tendenza a moltiplicarsi?
Siamo nell’era del fast fashion …..

E parlando di moda e tendenze quanto il made in Italy è sinonimo di Made in Dignity?
Partiamo dalla produzione.

L’intento di queste aziende è produrre e vendere sempre di più, è una corsa al profitto, che lo si può ottenere soltanto sfruttando la forza lavoro. Dietro questi capi venduti infatti ci sono settori d’abbigliamento e tessili che impiegano oltre 75 milioni di persone in tutto il mondo .
La maggior parte sono Donne.

Queste persone pagano a caro prezzo il diritto al lavoro, rinunciando ad altrettanti diritti basilari di ogni essere umano come uno stipendio dignitoso, la salute e sicurezza sul posto di lavoro e sono sempre piu’ spesso oppressi dalla concorrenza agguerrita .
Ti sei mai chiesta chi ha fatto il tuo abito appena comprato ?
Se almeno una volta te lo sei chiesto significa che hai una consapevolezza etica che ti fa pensare a cosa e come acquisti e credimi è un successo!
Occorre creare in ognuno di noi la consapevolezza di ciò che sta intorno alla moda, incentivare il consumo responsabile e ridare dignità a tutta la catena di produzione.

Ma come affrontano la questione dell’Etica le aziende di Moda italiane?

Troppi ancora i soprusi che subiscono i lavoratori in Cina, Bangladesh ma anche in Cambogia, Honduras, Etiopia, Bulgaria e Turchia e troppo poche ancora le politiche avviate dalle istituzioni internazionali e i governi nazionali per limitare queste distorsioni della globalizzazione.
Parliamoci chiaro abbiamo un vuoto legislativo che tuteli i diritti umani e questo è discriminante.

Il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite nel 2011 ha adottato dei Principi guida su Imprese e Diritti Umani basati su tre pilastri:
l’obbligo dello Stato di proteggere gli individui dalle violazioni dei diritti umani compiute dalle imprese;
la responsabilità etica delle imprese di rispettare i diritti umani;
la responsabilità degli Stati e delle stesse imprese di prevedere rimedi effettivi.


Ma questo provvedimento non serve perché non suffragato da obblighi e sanzioni.
Le imprese da sempre hanno adottato un codice di condotta, una specie di  carta etica ma che è inefficace nella riduzione e prevenzione delle violazioni dei diritti nelle fabbriche.


Cosa possiamo fare allora?

Sicuramente occorre introdurre l’obbligo di controlli di una terza parte indipendente da parte dei compratori sui fabbricanti nei paesi in via di sviluppo.
Oppure possiamo iniziare noi a fare qualcosa…. Si hai capito bene noi singoli individui possiamo incominciare a cambiare il modo di acquistare.

Conosci il Second Hand ? Mai pensato a fare a scelta piu’ trendy degli ultimi anni ? Ossia comprare un qualcosa non nuovo. Riutilizzare ciò che già esiste, rispettare ciò che non è nostro come ad esempio l’ambiente e risparmiare energia e soldi.
Tutto questo Sofia Vintage lo mette in pratica ogni giorno. Vieni a trovarci, troverai il second hand stile inglese a prezzi imbattibili.

Ti Aspettiamo: Cerca, scopri e trova il tuo piccolo tesoro e indossalo subito. Ogni giorno un look diverso senza spendere cifre assurde, senza danneggiare l’ambiente e ridonando nuova vita ai capi.
Meglio di così!

SEMPRE CON TE


resta in contatto e ricevi le nuove tendenze

Copyright © 2018 - Rag. Soc.: Sofia vintage di Marcov Gorana.
Via Roma 26. - 56025 - Pontedera(pi)   |  P.Iva 02186970501


Progetto Web Marketing Village